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La potenza della diretta in YouTube

Da un po’ di tempo, ha visto la luce una nuova webseries, YouTupolis, decisamente sopra le righe, perché? Perché racconta di un ipotetico futuro in cui YouTube ha preso il controllo del pianeta, un po’ come quello che capita alla fine di una puntata de I Simpson, la 7 della 18esmia stagione “Il gelato di Marge (dai capelli azzurri)”, solo che nel caso de I Simpson il mondo diviene proprietà degli iPod.  Inoltre, nella sit com animata la conquista da parte del riproduttore musicale di Apple è sono il pretesto di una veloce scena conclusiva e non parte da alcune riflessioni più importanti. YouTupolis, invece, ha alla base una sottile e giusta riflessione: YouTube per com’è stata concepita si è focalizzata sul particolare, sull’uomo in quanto individuo/utente/produttore, ragion per cui se adesso il servizio Live di YouTube ha guadagnato i riflettori per un grande evento come i matrimonio reale in Inghilterra,  il suo futuro sarà certamente incentrato sulle persone, sull’individuo anonimo e sulle sue piccole storie.

Certo, la riflessione, in una sorta di cerchio semantico, su YouTube prende il via proprio da un canale YouTube e entrando nel particolare della trama non dipinge un mondo del tutto improbabile. Infatti, l’aggregatore di video di Google, secondo questa webseries è riuscito a diventare la multinazionale (con la M maiuscola) che controlla le vite di tutti offrendo un nuovo servizio.  Coloro che vogliono trasmettere in streaming la loro vita 24 ore su 24 ore sono pagati, in base anche al numero di view e, come apprendiamo nel primo episodio, l’iniziativa trova un terreno fertile tra i disoccupati (categoria sociale che attualmente, nella vita reale, e anche in occidente aumenta sempre più tra le giovani generazioni), in questo modo ha conquistato tutti.

Il riferimento può essere, per certi versi, quello del film con Gerad Gutler “Gamer” in cui vi sono due  videogiochi dal vivo in cui non vi sono solo giocatori, ma anche milioni di fan che seguono il proseguo del gioco come se fosse una serie tv. Anche nel film la diffusione di attori impegnati nei giochi dal vivo fa breccia nei disperati: i poveri che divengono gli avatar reali di un gioco simile a Sims o Second Life, e i detenuti nel braccio della morte che divengono i protagonisti di uno sparatutto in prima persona che come premio per chi supererà indenni i 10 livelli avrà come premio la libertà.

Nella webseries YouTupolis, la protagonista che in passato ha fatto parte del programma, è la cui voce fuori campo che racconta cosa sia accaduto e l’evoluzione di YouTube. Infatti, dalle dirette streaming si è passati alla possibilità di navigare la rete e fare tutto ciò che si vuole tramite YouTube, cosa questa che forse è più vicina a ciò che sta accadendo con Facebook. Di fatto, nello scenario costruito interamente in computer grafica, ogni cosa come anche la macchina della protagonista è marchiata con un eloquente scritta: “Property of YouTube” (Proprietà di YouTube). Nello skyline metropolitano campeggiano mega schermi che non diffondo immagini pubblicitarie, ma quelle dei classici video virali della rete, come Star Wars Kid.

In effetti, YouTupolis sottolinea come per controllare il mondo reale sia indispensabile controllare il live, le dirette. Controllando l’oggetto delle nostre riprese live saremmo come registi in un set di attori? Forse si. Manipolando le immagini che, vediamo e reputiamo come in diretta e reali, si costruirebbe una percezione della realtà artificiosa e imposta dall’alto, anche se come affermano studiosi come Berger e Luckmann la realtà è una costruzione sociale?

Chissà, nel frattempo noi abbiamo l’onore di essere parte dell’esperimento sociale più grande di tutto l’occidente, vivendo nel paese occidentale con la peggiore libertà di stampa: siamo al 40esimo posto, ci hanno superato diversi paesi africani e anche alcuni sud americani. Ma al TG1 hanno detto che tutto va bene e chi sta meglio di noi, nel mondo, dice bugie!

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  1. giugno 15, 2013 alle 5:53 am

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    Uncomfortable Side Effects [edit]

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