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800Mhz e l’asimmetria MOSTRUOSA!

Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, nel corso dell’assemblea degli azionisti del 20 aprile passato ha esternato ancora una volta la sua allergia alla rete che vede come un nemico di cui l’attuale governo prende anche le parti favorendolo. E quindi, se giustamente sente minacciato il potere economico delle suo gruppo, chiede un giusto intervento del governo.

Le sue dichiarazioni non lasciano dubbi interpretativi:  “l’incomprensibile politica di favore verso il mondo delle telecomunicazioni a scapito del mondo di noi televisivi”, ovvero la banda 800Mhz messa a disposizione degli operatori mobili per le nuove generazioni di trasmissione dati (Lte); ma ha anche aggiunto che “da una parte regna la totale assenza di regole e controlli. Dall’altra, invece, vi è una pesante ingerenza degli organi di regolamentazione. E’ un’asimmetria molto dannosa, se si considera che ci va di mezzo tutto ciò che è creazione intellettuale, contenuto originale, copyright. Il nostro conflitto con Google, nel quale siamo alleati con gli altri editori, in Italia e all’estero, vuole difendere gli investimenti contro ogni utilizzo parassitario e pirateria. Noi non vogliamo privare il mondo degli internauti dei contenuti più preziosi e apprezzati – ha proseguito – ma vogliamo invece fare in modo che questi contenuti continuino a essere pensati, finanziati, distribuiti dentro la logica economica. L’unica che garantisce la loro generazione”.

Questa è la seconda richiesta d’aiuto al governo invocata dal presidente di Mediaset di cui ho memoria. L’altra era del 2009 proprio in concomitanza con la causa intentata dalla sua azienda contro YouTube. Allora era arrabbiato con il fatto che la rete fosse “free”, e lo disse forse per citare con le sue parole la Moratti nell’imitazione dalla Cortellesi.

Una cosa verrebbe da chiedere immediatamente a Confalonieri, ma quando Berlusconi nel far west  legislativo italiano ha conquistato posizioni senza seguire nessuna regola tutto andava bene? E ancora,  mettere gli spazi pubblicitari a quattro soldi, soprattutto rispetto alla concorrenza della carta stampata (il rapporto va fatto anche rispetto al numero possibile utenti raggiungibili) è giusto e leale? E giusto per non farci mancare niente, quando Berlusconi ad inizio del suo impero televisivo nazionale suggerì ai suoi dirigenti di non perder tempo ad inventare nuovi programmi ma di usare il telecomando per pescare dal satellite trasmissioni straniere da copiare, fregandosene altamente di diritti e leggi varie, allora non vi era alcuna asimmetria e si seguiva una logica economica?

Queste dichiarazioni del presidente Mediaset sconcertano perché non riconducibili a delle ragioni precise: è un messaggio rivolto a chi di dovere come se fosse il pizzino di un esecuzione di tipo mafiosa, oppure sono sincere e sentite per davvero?

Nel primo caso, si può dire che stiamo nella norma d’illegalità ed insulto delle istituzioni della nostra Italia, mentre nel secondo stiamo chiaramente di fronte ad un uomo che comanda un impero mediatico ma che di media non capisce nulla. Sguazza nella totale ignoranza. E glielo si dovrebbe gridare in faccia:

la televisione e la rete sono due mezzi di comunicazione totalmente diversi. La tv è BROADCASTING, (in italiano RADIODIFFUSIONE) e prevede un messaggio distribuito da uno a molti in cui non vi è alcuna personalizzazione nei contenuti ricevuti agli utenti, la rete invece è NARROWCASTING in cui tutti posso mandare messaggi e soprattutto i messaggi sono selezionati dall’utente in base ai suoi interessi. Sono due mezzi diversi e quindi avranno degli sviluppi diversi, come utenze diverse.

Anche se adesso la rete sembra essere un aggregatore di pubblicità come lo era la tv generalista in chiaro, non è detto che lo sarà per sempre. E soprattutto per quel che riguarda i contenuti audiovisivi non deve essere vista necessariamente come la morte della tv ma come un possibile mezzo di distribuzione del segnale diverso. La tv tradizionale è via etere, la tv satellitare anche, in futuro forse la tv sarà solamente via Internet.

Se adesso è la stagione delle smart tv collegate alla rete un motivo ci sarà? Ma forse Fedele lo ignora.

Va dato comunque atto a quelli di Mediaset di aver fatto uno sforzo d’innovazione ed adeguamento ai tempi con Premium Net Tv, sforzo che però è ancora parziale (mettono a disposizione solamente una parte del loro palinsesto) e che cozza male con quello che dichiara Confalonieri. Infatti, per rimediare alle eventuali perdite a favore di Youtube basterebbe mettere on line tutto il palinsesto, renderlo gratuito e ridisegnare il sito che li contiene in modo da integrasi anche i social network. Un mediasettube.

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  1. aprile 22, 2011 alle 10:50 am

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