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Crackle abbatte il formato di durata delle web series

Sembrava che la piattaforma di proprietà della Sony, Crackle, stese per chiudere i battenti da un momento all’altro.  Infatti, sebbene nella stagione 2009/2010 abbia visto la produzione di contenuti originali per Internet, come i noir The Bannen Way e Angel of Death, la zombie comedy Woke Up Dead e il thriller francesce Urban Wolf, il modello di business non ha sfondato adeguatamente da mantenere in attivo un’iniziativa sperimentale di prestigio mutata (quasi di colpo) in “palinsesto” regolare, segnando gravi perdite.

In un’intervista di Eric Berger, vicepresidente con delega ai network digitali di Sony Pictures Television, al settimanale Variety, Crackle ha di nuovo guadagnato i riflettori, ribaltando timori e pessimismi. Vi è stato l’annunciato dell’imminente rilancio del videoportale, che seguirà parallelamente un cambimento nella produzione di webseries da 5-10 minuti verso i long-form, ovvero show e fiction di normale, lunga, durata televisiva.

Ovviamente questa scelta si basa anche sul catalogo attualmente a disposizione del portale. Infatti, la maggior parte del catalogo long-form è costituito da repliche online di sitcom d’annata come Seinfeld o Vita da strega e pellicole cult (Ghostbusters, 21, Il Codice Da Vinci) offerte in streaming gratuito con inserti pubblicitari. La svolta essenziale comunque consiste nell’estensione della fruibilità di Crackle a decine di device in grado di visualizzare il sito sui nuovi smart tv o set top box (Roku, Google TV, le console di gioco a partire ovviamente dalla PlayStation).

Non avranno un’importanza secondaria, le produzioni originali, e quindi il riposizionamento strategico di Crackle. Vi sarà il via libera a nuove serie, in tutto e per tutto competitive con quelle della televisione tradizionale: 30 minuti a puntata, cast allargati, trame strutturate per estendersi in profondità. L’infornata iniziale di progetti inediti long-form a distribuzione primaria via web prevede almeno tre serie potenzialmente importanti a partire dalle loro firme. Vedranno il loro di debutto per l’autunno e saranno composte da circa 4/6 episodi ciascuno:

  • “Monster Heist”, scritto dai creatori di Ghost Whisperer Kim Moses e Ian Sander. Protagonisti un gruppo di ladri non-umani.
  • “Strand Street”, di Milo Ventimiglia e Kevin Townsley, su un giovane poliziotto che si infiltra sotto copertura in una gang nella sua cittadina natale.
  • Infine, una antologia di storie horror e paranormali, sulla falsariga di X-Files, prodotta da Chris Collins di Sons of Anarchy, ma che ancora non ha un nome ufficiale.

Il target del portale si assesterà su di un pubblico maschile  tra i 15/49 anni fortemente alfabetizzato alla serialità televisiva attratto da nomi importanti tra i gli attuali stroy tellers.

Al tempo stesso, non dovrebbero mancare opere realizzate da autori “nativi” Internet, nonostante al momento l’unica serie pronta per le riprese è Issues, di Matt Oates and Josh Cook, un misto animazione e comedy con attori dal vivo in cui però sono già confermate le presenze di doppiatori e comici del calibro di Seth Green (il papà di Robot Chicken e voce di Chris Griffin ne I Griffin), Rob Riggle e Eddie Kaye Thomas.

Tra i motivi alla base della scelta di abbracciare i contenuti di lunga durata, probabilmente ha giocato un ruolo essenziale la possibilità di un affollamento pubblicitario maggiore in virtù del maggior tempo a disposizione per ogni singolo filmato. L’investimento in web seires da 30 minuti (o oltre) a puntata sembra sia motivato anche dalle possibilità dei mercati internazionali.

Crackle ha, infatti, ottenuto ottimi risultati con la vendita all’estero i diritti di riedizioni rimontate in lungometraggio delle sue miniserie brevi. Si pensi ad esempio, a The Bannen Way che ha generato molti più ricavi quando è stato proposto come film in dvd (in Italia ribattezzato Un criminale perbene).

Se aggiungiamo alla formula le vendite sul circuito EST (ovvero electronic sell-through, come: iTunes, Amazon o Netflix) l’adozione anche su Internet del formato lungo è semplicemente la soluzione più naturale.

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  1. novembre 18, 2013 alle 8:49 pm

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